Gli arcani determinano uno spazio iniziatico.
Gli arcani determinano uno spazio iniziatico.
Perché alcune persone provano una istintiva avversione o dissonanza verso il mondo degli arcani?
Non si spiega con i dubbi suscitati, legittimamente, dalle mantiche e dalla cartomanzia, dove le lame sono usate in modo, anche a mio giudizio, non funzionale e inopportuno.
La spiegazione é un’altra e cioè che la persona sente, istintivamente, che, aprendo una sessione di gioco coi tarocchi, si apre uno spazio iniziatico che può determinarne il cambiamento, cosa dalla quale l’uomo contemporaneo, che mette al primo posto la possibilità di consumare, é letteralmente terrorizzato.
Non è, dunque, dal disvelamento del futuro che é spaventato chi rifiuta di accostarsi al mondo degli arcani, ma, all’esatto opposto, dallo scoperchiamento del suo presente, sul quale non vuole appoggiare lo sguardo, perché farlo significherebbe acquisire quelle
consapevolezze che determinano, appunto, una evoluzione, peraltro sempre in positivo.
Chi è mentalizzato, non solo non vuole sapere cosa c’è nel suo cuore o, ancora di più, nel proprio inconscio, perché questo lo destabilizzerebbe.
L’uomo contemporaneo assomiglia in maniera stupefacente al funzionario Karenin, il marito di Anna, che si occupava solo del proprio lavoro, era terrorizzato dal mondo delle emozioni, tanto da cedere ogni volta che uno dei propri interlocutori scoppiava in lacrime, spettacolo per lui insopportabile, perché portava il confronto su un terreno per lui impraticabile.
É solo quando, di nascosto, entra nella camera di Anna e vede, sul suo scrittoio, un biglietto lasciato a metà, che Karenin viene colpito da una verità per lui fino a poco prima incredibile: la moglie, con la quale aveva vissuto per anni, aveva delle proprie emozioni, aveva una sua vita, era in grado persino di scrivere e chissà che cosa altro, rispetto a quello che lui l’aveva sempre considerata.
L’uomo di oggi vive così, completamente mentalizzato, bravissimo sul lavoro, ma scadente nella vita personale, dove é un triste
ascoltatore, troppo giudicante, costantemente ripiegato su se stesso in un solipsismo cieco dal quale non sembra riuscire mai ad uscire.
Proprio per questo, di solito chi si mostra più scettico o si pone più in dissonanza col mondo del simbolo, cioè del cuore e dell’inconscio, che si può ben frequentare con l’esame dei sogni, ove possibile, e con i tarocchi, negli altri casi, é, paradossalmente, colui che ne avrebbe più bisogno.
Iscriviti al blog per ricevere tutti i nuovi post, fai diventare la tua anima sempre più grande.
Scopri di più da terre dell’anima
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
