Wilderness e identità.

«Il mondo selvatico e i suoi abitanti rappresentano l’aspetto profondissimo, forse il più antico e profondo, della nostra psiche.

Essi, come dice Whitman nei versi sopra riportati, recano i “segni” della nostra appartenenza.

Questi segni, però, per il suddito della civiltà delle buone maniere, con la sua unidimensionalità intellettuale e antinaturale, sono come il ritratto per Dorian Gray: qualcosa che occorre assolutamente nascondere, e poi distruggere, perché nessuno sappia mai chi veramente siamo, che cosa si agita nel nostro animo e nel nostro corpo.»

Claudio Risé – Il maschio selvatico/2. La forza vitale dell’istinto maschile

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