C’è un unico vero ponte.

Per unire gli uomini non serve gettare ponti: bisogna innalzare scale. Chi non è mai salito fino a Dio, non ha mai incontrato veramente il proprio fratello (Gustave Thibon)

La stessa cosa vale anche nelle relazioni: senza l’assistenza della grazia, se manca una parte di sguardo nel trascendente, ogni uomo o donna finisce per risultare insopportabile.

Questa idea del ponte é frutto della solita stupida mania moderna dell’uomo di fare tutto da solo, é l’ennesima torre di Babele, messa sdraiata anziché verso l’alto, ma la sostanza non cambia affatto.

Senza l’idea e la percezione dell’eternità, dove riecheggia ogni cosa che facciamo qui, senza la sensazione che, come ha lasciato scritto Marco Aurelio, la nostra intera esistenza é «battaglia e sosta in terra straniera», le persone che abbiamo accanto finiranno sempre per risultare inadeguate, ci sarà sempre una volta in cui non ci hanno ascoltati, compresi, fatti sentire amati, dato significato.

Questo è normalissimo perché l’uomo è solo appunto un uomo, impastato col fango, mentre l’unico che ci ama in modo incondizionato e perenne é solo Dio.

Non possiamo volgere la nostalgia, che pure proviamo, di questo amore totale, di cui pur é bramoso il nostro cuore, verso un uomo, una donna o un animale perché siamo destinati a rimanerne necessariamente scornati.

É solo la fede che consente ad un uomo e a una donna, esseri radicalmente incompatibili tra loro, tanto che sembrano davvero provenire da pianeti diversi, di accettare la sfida della relazione, della coppia e altro, sino al miracolo della genitorialità e cioè alla creazione di nuovi esseri immortali che, nati una volta, non moriranno più.

La coppia é una sfida impossibile, così come qualsiasi altra relazione, se la affronti con i criteri e i consigli del mondo, perché il mondo ti dice di trattare gli altri come loro trattano te, ma se tutti, da imperfetti e peccatori quali siamo, facessimo davvero questo, non saremmo allora condannati a perdere tutte le relazioni più significative, isolarci, non credere più a nulla, deprimerci e avvicinarci sempre di più alla morte e al desiderio della stessa?

É la realtà – guarda caso – che stiamo vivendo proprio ora.

Abbiamo il benessere materiale, ma le relazioni sono marce da anni.

Le relazioni possono funzionare solo per chi sa di essere nel mondo, ma sa soprattutto di non essere del mondo.

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