La relazione col trascendente.
«Senza l’opportunità di ricevere il messaggio religioso, lo spirito più retto e intelligente non è, di fatto, altro che un’ape chiusa in una bottiglia.» (Madre Teresa di Calcutta)
Sono molto in sintonia con lei, e con Chesterton, che ha detto più volte la stessa cosa, così come molti altri pensatori.
É come se l’uomo contemporaneo si fosse automutilato, privandosi di un elemento fondamentale per il lavoro su di sé e per la sua spiritualità più in generale.
Molto spesso, addirittura, quando si predica la pratica di
smindfulness, se ne vanta la natura laica, come se fosse un pregio e non, tutto all’opposto, una limitazione.
Va da sé che il rapporto col divino ognuno sceglie come instaurarlo, non si vuol propugnare a tutti i costi il cristianesimo, anche se per me rimane la religione più «vera» e fondata, ognuno può scegliere il dio in cui credere, in modo da avere comunque uno sguardo sul trascendente o sulla metafisica, che illumina tutto il resto.
«Ateo, grazie a Dio» é una meravigliosa battuta che ci fa capire che l’ateismo puro, per fortuna, non esiste.
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