Per fare il counselor bisogna aver vissuto settanta volte sette vite?
🧐 «Se non hai vissuto un’esperienza, é impossibile che tu possa avere idea di come si sente chi, invece, l’ha vissuta».
Grazie a Dio, gli esseri umani non funzionano così, ma all’esatto opposto.
Altrimenti, per poter provare quello che provano gli altri,
bisognerebbe aver vissuto la vita di ognuno, il ché, anche contando le eventuali vite precedenti, sarebbe comunque impossibile.
Per sentire quello che sente un altro, é sufficiente l’ascolto, non serve niente di più.
E la prima cosa che deve fare chi vuole ascoltare davvero é rinunciare a capire.
Tramite l’ascolto, fatto di tempo e attenzione non giudicante, entri letteralmente nelle vite degli altri, per pagare loro una visita che le rende meno sole, meno disperate e, a volte, meno tragiche di quello che sono.
Ecco perché a volte ti senti più vicino ad una persona che hai incontrato lungo la strada e che non ha nessun legame con te, piuttosto che a un familiare o un amico: perché quella persona, che non ti é niente e magari ha fatto una vita completamente diversa dalla tua, ti ha ascoltato.
See you down the road.
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