La felicità è un gioco di specchi.

Se cerchi la felicità, la prima cosa che puoi fare per trovarla é iniziare a darla agli altri, anche con un gesto semplice, come un sorriso, un momento di ascolto, una parola di conforto o la tua semplice presenza.

Quel po’ di felicità che avrai dato ad un’altra persona ti tornerà subito indietro, proprio come in un gioco di specchi, non foss’altro che per «simpatia», da intendersi nel senso etimologico del termine, per cui ogni anima tende a risuonare e ad allinearsi con le emozioni delle anime che le sono emotivamente vicine.

Anche la relazione con Dio funziona allo stesso modo. Chi riesce ad amare il Padre, ne viene instantaneamente ricambiato. Non è affatto un discorso sinallagmatico, per fortuna con Dio non lo è mai, ma un fatto spirituale immediato, una legge dell’anima.

Sai che i comandamenti non sono regole, ma ricette per la felicità. Quando chiesero al nostro Maestro quale fosse il comandamento più importante di tutti, egli rispose che era ed è quello di amare Dio con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua mente.

Chi riesce a fare questo, infatti, si mette perfettamente in asse col mondo in cui vive e riesce ad accettare anche il dolore e la sofferenza che ne fanno inevitabilmente parte per realizzare i progetti più grandi.

Amare una persona significa mutuare i suoi punti di vista, amare Dio significa vedere completamente la bellezza del regno da lui creato: riesci a sentire quanta pienezza può darti un angolo visuale così?

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