Tu chiamale se vuoi emozioni.

Non sono le cose negative a gettarti in prostrazione, ma la
consapevolezza che esse ci iniettano che nella vita possano sempre accadere anche cose di quel tipo.

Puoi affrontare abbastanza bene un dolore anche molto grande, ma come un bambino smarrito non vuoi accettare che la vita sia fatta anche di quel dolore e che un altro simile ti possa di nuovo colpire in qualsiasi momento.

É il nostro antico vizio di provare emozioni sulle emozioni, e di nuovo emozioni sulle emozioni sulle emozioni e così via,
potenzialmente all’infinito.

E di vedere le cose non per quelle che sono, ma per ciò che simboleggiano.

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