12 cose su Acqua viva di Clarice Lispector.

1) Non è un romanzo, piuttosto un flusso di pensiero sotto forma di lettera ad una persona che l’autrice non ama più, ma che, come facciamo tutti, continua a pensare.

2) Sembra appunto la elaborazione del lutto della fine di un amore, occasione durante la quale molti di noi acquistano punti di vista diversi sulla vita, solitamente molto più funzionali: é la capacità rigeneratrice del dolore.

3) É un testo breve, di meno di 100 pagine. Non uso la parola romanzo, appunto perché non è un romanzo, ma un’opera non facilmente
inquadrabile in un genere preciso.

4) Ecco un esempio di questa prosa stesa con linguaggio quasi poetico: «Come se strappassi dalle profondità della terra le nodose radici di un albero smisurato, è così che ti scrivo, e queste radici è come fossero potenti tentacoli, come voluminosi corpi nudi di donne forti avvolte da serpenti e da carnali desideri di realizzazione, e tutto ciò è una preghiera da messa nera, e una richiesta strisciante di amen: perché quello che è cattivo è indifeso e ha bisogno
dell’approvazione di Dio: ecco la creazione.» (Clarice Lispector – Acqua viva https://amzn.to/3QWOS5n)

5) La conferma che il testo usa un linguaggio poetico ce la fornisce, come sempre, il testo stesso: «scrivere è il modo di chi si serve della parola come esca: la parola pesca quel che non è parola».

6) Non è diviso in capitoli, parti o sezioni, ma é un blocco unico di testo, un flusso ininterrotto, se non dai singoli paragrafi.

7) Acqua viva é un libro estremamente femminile, per altre donne o per uomini coraggiosi che non hanno paura di vedere quanto può essere profondo il pozzo dell’altra metà del cielo. Essere donna deve essere davvero terribilmente complesso, la cosa interessante è che questo traspare molto bene dalle pagine di questa opera, ma non si deve credere che tale complessità sia propria solo delle artiste, quando invece è una caratteristica di tutte le donne, la differenza è solo che alcune riescono ad esprimerla in modo più compiuto.

8) É come un libro scritto tra la contemplazione della mancanza di senso del dolore e l’assoluta bellezza della vita, che emerge, come ci ha ricordato bene Dostoevskij, quando si rinuncia a capirne il senso; da molti punti di vista questo diario parla di resilienza nel modo più alto, di come torni a vivere dopo la sofferenza, portandoti dietro tutto il dolore che ci ha riportato alla vita stessa e che comunque non dimenticherai mai.

9) Il libro è definito dall’autrice stessa «questo facsimile di libro, il libro di chi non sa scrivere».

10) La Lispector ha un «tribute account» su twitter, un account dove un suo fan pubblica periodicamente frasi e citazioni delle sue opere. Purtroppo solo in Portoghese, ma puoi seguirlo considerando che il Portoghese spesso é comprensibile per un Italiano e comunque su Twitter si può avere la traduzione automatica. L’account si trova qui:

https://twitter.com/lispector_cl

11) Sulla natura di questo testo, mi piace citare un passaggio dello stesso: «starò forse facendo qui una vera e propria orgia nel retro del pensiero?»

12) Leggere Acqua viva mi ha in tanti punti richiamato alla mente le pratiche e gli insegnamenti della meditazione di consapevolezza, dove si predica l’esistenza di una «mente nella mente» e la possibilità di guardare, da essa, alla mente «principale».


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