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Giudicare: anche oltre la morte.

Il giudizio che usi con gli altri rimarrà addosso anche a te.

Ci sono persone, purtroppo per loro, in cui il vizio velenoso del giudizio non viene meno nemmeno di fronte alla morte, che, invece, come tale restituisce a tutti l’innocenza, qualsiasi cosa possano aver fatto in vita.

Provo compassione per chi é talmente presuntuoso da non riuscire a smettere di giudicare nemmeno di fronte alla morte, perché il giudizio è un veleno potentissimo per l’anima di chi lo pratica.

L’uomo di oggi ormai fatica sempre di più a capirlo, ma il non giudizio, il perdono, sono gesti che si deve meritare chi li pratica, non, invece, chi ne é destinatario, che rispetto ad essi rimane molto meno interessato.

Chi si infarcisce di giudizio in questo modo, finirà per usare lo stesso metro di valutazione anche quando, poi, si volterà indietro per considerare se stesso, finendo ulteriormente per vedersi sempre e costantemente inadeguato.

Il giudizio è come un paio di occhiali che inforchi: una volta che te li sei messi, vedi tutta la realtà attraverso di essi.

Ecco perché una delle prime mosse strategiche che suggerisco alle persone che seguo nella mia pratica di counseling, per aumentare la cosiddetta autostima, é proprio quella di cercare di smettere di giudicare, sostituendo al giudizio il suo contrario, cioè la compassione.

Chi non riesce ad essere compassionevole rispetto ad un uomo che é già morto si trova ad uno stadio evolutivo particolarmente basso e si trova ad avere molto più lavoro da fare a riguardo.

Purtroppo, spesso queste persone possiedono importanti disfunzioni a livello di consapevolezza, finendo per percepirsi persino eticamente superiori agli altri per il fatto di avere un giudizio che si estende «oltre la morte» e per il fatto di «non dimenticare», facendo un vanto delle proprie magagne e rendendo così l’inizio del lavoro su di sé ancora più difficile. Questo purtroppo é inevitabile quando ci si trova ad un basso livello evolutivo, dove tutto e più confuso e un vero discernimento é difficile.

Ascolta sempre il tuo cuore.

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