Per il solo fatto di esistere.
Quando una persona è un po’ giù, si parla spesso – usando una parola che è innegabilmente, almeno in parte, di plastica – di un problema di autostima.
Il metodo della modernità per «lavorare sull’autostima» della persona è quella di riempirla di complimenti dal sapore un po’ forzato e artificioso o di richiamare la sua attenzione su quanto c’è di positivo nella sua vita, nel tentativo di stimolare un sentimento di gratitudine.
In realtà, il primissimo passo per gestire situazioni di questo genere è, controintuitivamente, quello di consentire alla persona di essere affranta, triste, depressa, sfiduciata, senza comportarsi come se quella persona avesse il «dovere» di uscire prima possibile dalla sua situazione di mestizia.
Se la persona in difficoltà è in relazione con te, e dunque la vedi spesso, ti devi chiedere se quello che fai per risollevarla lo fai per lei o non lo fai piuttosto per te, che non sopporti più di avere accanto un depresso.
Questa domanda, come tutte le domande del #counseling, ti apre molto la mente e ti fa vedere la situazione in modo molto più completo.
Precisato, dunque, che alle persone va riconosciuto il “diritto” di vivere appieno anche le #emozioni e le fasi negative, non è comunque coi falsi apprezzamenti che le si può aiutare ad uscire dalle buche in cui sono cadute.
In realtà, usciranno quando lo vorranno davvero loro, il tuo ruolo è piuttosto marginale: è più importante evitare parole e atteggiamenti disfunzionali che dire o fare cose in positivo. Come quando uno è ammalato ed è inutile spesso andare alla ricerca del farmaco magico: è sufficiente mangiare un po’ meno e più leggero, bere molto, riposarsi e lasciare che «malattia» faccia il suo corso.
Se esisti, se vivi, è comunque perché sei in ogni istante amato da qualcosa di infinitamente grande e potente, ai cui occhi sei preziosissimo. Per Lui non sei un numero, Lui conosce ognuno di noi, te compreso, per nome, scruta in fondo al tuo #cuore e pensa che sia un bene che tu viva.
A volte vogliamo essere amati perché siamo bravi nel nostro lavoro, o buoni con gli altri, o per tanti altri motivi, ma il vero amore è quello che riceviamo non per come siamo, ma semplicemente perché… siamo.
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