Non ritorna mai nessuno.

Discutevo nei giorni scorsi, nella mia pratica di counseling, dell’eventualità del ritorno del partner in una situazione di crisi di coppia, in cui uno dei due si è allontanato per andare a stare con un’altra persona.

Naturalmente, se si presenta un’occasione del genere, ognuno può fare come vuole, ma quello che va ben consapevolizzato è che le persone non possono, oggettivamente, mai ritornare per come erano prima, per la semplice e banale ragione che, dopo l’esperienza con un’altra persona, sono irrimediabilmente e irreversibilmente cambiate.

La persona che «torna», in altri termini, non è mai quella di prima, ma una persona diversa – e di solito, purtroppo, non più evoluta, ma al contrario involuta.

È bene focalizzare anche, dunque, anche se costa molto dolore, che la relazione, almeno quella, nel momento in cui uno dei due se ne allontana volontariamente, è finita per sempre.

Tutti i bei momenti vissuti assieme diventano adesso, per l’eternità, solo dei ricordi, perché la relazione è chiusa.

Se la persona dovesse ritornare, infatti, la tua opportunità sarebbe solo quella di aprire una nuova relazione, con una persona diversa da quella di prima.

È appena il caso di notare che il perdono non ha niente a che fare coll’eventualità di ricominciare: io ti posso benissimo perdonare per aver avuto la dabbenaggine di rompere una coppia solida e per quella, ulteriore, di tornare da me a chiedermi di ripartire, ma, se non vedo basi adeguate appunto per costruire una nuova coppia, posso benissimo dirti di no a riguardo.

Di solito, statisticamente, questa è anzi la soluzione migliore: perdono per i gesti sbagliati compiuti in passato, ma diniego della fiducia per il futuro. Il perdono ti riconcilia con Dio e con gli altri, ma non rimuove mai le conseguenze del peccato.

Sono situazioni difficili, nelle quali intervengono dinamiche molto particolari, diverse peraltro da uomo a donna.

Una donna ad esempio che viene ripresa dal suo uomo dopo un tradimento o una “pausa di riflessione” con un altro uomo, pur apprezzando formalmente la possibilità che le viene offerta, tenderà a disprezzare intimamente l’uomo che pure l’ha perdonata e diventerà dunque difficile che possa prestargli il dovuto rispetto. Per contro, l’uomo proverà sempre una sensazione di straniamento e alienazione nel relazionarsi con lei.

Quando un uomo, invece, viene ripreso dalla sua ex, è molto più indulgente, ma la donna che lo riprende proverà sempre quella gelida sensazione di non sapere più con chi si trova ad essere in relazione.

In conclusione, credo che costruire di nuovo una coppia tra persone che ne hanno affossata una in precedenza richieda una maturità e un lavoro enormi, che molte persone non sarebbero in grado di fare e che, per quelle poche che lo sarebbero, non varrebbero comunque lo sforzo di farli.

Il lavoro sulla coppia ha molto senso e utilità prima che si verifichino rotture importanti. In seguito, invece, rischia di essere vano.

Non si può mai escludere nulla, ma è bene essere realistici perché quando si è nel dolore si tende a fare tante ipotesi che poi si rivelano poco verosimili o praticabili, mentre invece con quanta più consapevolezza si ha e con quanto meglio si può affrontare la situazione.

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