Togliere la letteratura dalla scuola.

Essendo innamorato del «Gattopardo» e del suo unico e inimitabile linguaggio, ho voluto dare un’occhiata alla traccia del tema proposto alla maturità.

Ho sentito tuttavia, leggendola, un sapore di burocrazia davvero insopportabile.

La cosa migliore sarebbe vietare alla scuola pubblica italiana di occuparsi della grande letteratura, dal momento che finisce sempre per insudiciarla e, di necessaria conseguenza, farla odiare a tutti gli studenti.

E questo è un grande peccato, perché nella letteratura c’è la vera anima dell’uomo, tanto che probabilmente sarebbe l’unica materia che varrebbe la pena di insegnare, formando dei veri umanisti, di cui – in un mondo sempre più dominato dalle macchine – ci sarebbe un gran bisogno.

Finché tuttavia la scuola è in mano a burocrati così stolidi non c’è davvero alcuna speranza, meglio togliere dal tutto la materia che è preferibile resti non insegnata, con la possibilità che qualcuno magari vi se ne accosti, che insozzata e dunque insegnata molto male.

E che dire delle letture consigliate per l’estate che sembrano fatte apposta per indurre i ragazzi a detestare i libri?

È una realtà strana, tanto che uno si chiede come abbiamo fatto a ridurci così, ma come tutte le verità va guardate e ascoltata bene.


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