É ora di iniziare a pensare a me stesso.

Una delle tragedie che capita, ad esempio, a pressoché tutti i divorziati è che, dopo aver fatto una scelta egoriferita, e averci magari costruito sopra un piccolo sistema filosofico volto a dimostrare la bontà ed opportunità del pensare (finalmente) a se stessi, diventa quasi impossibile dare un senso a quasi tutte le difficoltà che capitano in seguito.

In altri termini, se volgi la barra del timone verso il tuo stesso tornaconto, se metti te stesso al centro della vita, poi come fai a dare un significato, non dico già evolutivo, ma almeno che te ne consenta una discreta sopportazione, alle cose negative che ti capitano?

Se per te, insomma, quello che importa sono solo i viaggetti o i ristoranti, trovare già pieno e non poter prenotare si traduce tutte le volte in un trauma, essendoti spogliato da solo di tutte le riflessioni spendibili per accogliere le cose che nella tua vita non vanno proprio come desideri.

Viktor Frankl é sopravvissuto a quattro campi di concentramento, tenendo la rotta ferma sul significato dell’uomo, e non sul piacere, mentre gli uomini contemporanei, se dovessero essere sottoposti alle medesime esperienze, si suiciderebbero in massa il primo giorno.

La realtà è che il focus costante e ossessivo sulle emozioni, da cui ci si lascia dominare completamente, e la visione egoriferita della vita sono il punto di vista e il modo di vivere dei bambini.

Bambini che poi un tempo crescevano, diventavano adulti e passavano a punti di vista molto più evoluti. I «grandi» di oggi, invece, vivono come infanti e rimangono senza strumenti, senza sapere cosa pensare o fare, se viene loro interrotta la catena dei balocchi e rimangono senza il giochino del momento.

Oggi ci si vanta di essere «forti», ma si ha paura di tutto.

Ci si vanta di volersi bene, tanto da mettersi al centro di tutto, ma si finisce solo con l’immiserirsi e con lo stare sempre peggio!

Eppure secoli fa San Paolo aveva detto che se proprio avesse dovuto essere orgoglioso di qualcosa, lo sarebbe stato della sua debolezza. E che c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere – questo, per la precisione, un ἄγραφα di Cristo stesso.

L’uomo contemporaneo, dunque, sta sbagliando tutto. E le statistiche sull’uso degli psicofarmaci e il consumo di sostanze grondano letteralmente sangue: già questo basterebbe per farsi qualche domanda.

Come se ne esce?

La risposta è facile: con l’evoluzione. Ma resta necessario che ognuno se ne convinca da solo, da questo non si può prescindere.

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