Prima seduta di counseling: cosa succede davvero
La prima seduta spaventa soprattutto perché è sconosciuta. Potresti temere di non sapere da dove cominciare, di piangere, di essere giudicato o di sentirti obbligato a proseguire. In realtà il primo incontro serve proprio a togliere nebbia.
Non è un esame e non esiste un modo corretto di raccontarti. Puoi arrivare con una domanda precisa oppure con una frase semplice: «So solo che così non sto bene».
1 – Si parte da ciò che ti porta lì.
Il counselor ti chiede che cosa sta accadendo, da quanto tempo e che cosa speri possa cambiare. Non per incasellarti, ma per comprendere il contesto. Sei tu a decidere il ritmo e puoi dire che un argomento, per ora, è troppo difficile.
2 – Si chiariscono metodo e confini.
Dovresti ricevere informazioni comprensibili su riservatezza, durata, costi, frequenza e limiti professionali. È legittimo domandare formazione, stile di lavoro e modalità degli incontri a distanza. La trasparenza è una parte della relazione d’aiuto, non una formalità.
3 – Non ricevi una sentenza.
Un buon incontro non termina con qualcuno che ti spiega chi sei. Può offrirti una prima restituzione, una domanda nuova o un collegamento che non avevi visto. Nel mio approccio il divieto di giudicare e di imporre consigli protegge la tua autonomia.
4 – Valuta come ti senti dopo.
Non è necessario uscire felice. Potresti sentirti commosso o stanco perché hai nominato qualcosa di importante. Chiediti però se ti sei sentito ascoltato, rispettato e più capace di vedere. A cosa serve il counseling? offre un ulteriore orientamento.
5 – Se scegli di continuare.
Si definisce un obiettivo provvisorio e verificabile, sapendo che potrà cambiare. Nessun percorso serio dovrebbe trattenerti per dipendenza: il suo scopo è restituirti progressivamente libertà, contatto con le tue risorse e capacità di scegliere.
6 – Una riflessione da guardare.
Qui trovi una presentazione diretta del modo in cui intendo il counseling e l’ascolto.
7 – Tre letture per approfondire.
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- Marshall B. Rosenberg, Le parole sono finestre oppure muri;
- Russ Harris, La trappola della felicità;
- Kristin Neff, La self-compassion.
8 – Per arrivare al primo incontro con più serenità.
Se vuoi conoscere direttamente il mio modo di lavorare, chiamami allo 059 761926 e fissiamo un primo incontro, disponibile anche a distanza.
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Scrivimi nei commenti: Quale timore ti renderebbe più difficile prenotare un primo incontro?
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