Principi di Serendip.
Principi di Serendip. Chi erano? Senza guardare google. Se lo sai, scrivilo qui sotto.
Articoli e approfondimenti su ritagli pubblicati su Terre dell’anima.
Principi di Serendip. Chi erano? Senza guardare google. Se lo sai, scrivilo qui sotto.
«I taciturni esisteranno fino a quando non incontreranno qualcuno che li sappia ascoltare. Le urla sono inutili in un mondo popolato da sordi.» (Mario Bucci)
«Viviamo in strani tempi dove la conoscenza viene uccisa dall’informazione, dove le menzogne sono vendute come verità, dove la dittatura della mente domina la democrazia. La moralità è persa, tutti i criteri sono economici, l’economia mette fuori gioco l’etica e l’estetica. Dove può condurre questo credere solo nell’economia? Che senso ha, oggi, la parola libertà?»…
Vivere in Occidente. «Vivere nelle società occidentali, è vivere in un ospizio? Un ospizio sapientemente gestito, popolato da pazienti sedati, che si comportano nel modo più obbediente al mondo? Sereni e laboriosi, sono coccolati dall’Amministrazione: all’Ospizio la noia è la regola. “L’agitazione” è il crimine più grave che vi si può commettere.» https://bit.ly/30xNvFd
A cosa serve la poesia? «La poesia serve a far addormentare la luna sul ramo.» (Giuseppe Semeraro – da “A cosa serve la poesia?”)
«La lezione più liberatoria che imparerai mai è che: nessuno può farti sentire felice. E tu non sei responsabile della felicità degli altri. Sei libero. Non attendere gli altri per splendere, non ti serve una scusa per risplendere, è la tua natura. Non sentirti responsabile per tutti i soli che non hanno mai scoperto il…
«Non ho mai capito dove finisce l’amore che non usi. Vorrei, da brava massaia, usarne gli avanzi per le polpette, concimarci le piante. Rimpastarlo, venderlo di seconda mano, placarlo, darlo al gatto, alle galline. A pensare che finisca così in niente, non so, mi mette freddo dentro. Se non si può buttare il pane, figurati…
«La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è…
«Non so nulla, se non di un tacere che vibra in modo diverso da tutti gli altri. Mi basta restare nella tessitura del corpo, nella trama sapiente delle cellule. Sentire le parole più belle scorrermi senza difese, al di sopra di ogni respiro. E lasciare che si veda tutto l’umano, così viva e fragile, nel…
«Appiccichiamo in fretta etichette su tutto ciò che c’è etichette che poi rimangono attaccate una volta per tutte. Queste etichette ci fanno riconoscere tutto ma non ci fanno vedere più niente.» (Frederick Frank – da “Lo Zen del vedere“)
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