La relazioni al tempo del digitale.

Sicuramente bandire completamente i social dalla propria vita può apportare dei benefici.

Ma siamo onesti.

Per quanto antipatici e sgradevoli siano i social, ci sono anche molti vantaggi nell’utilizzarli.

Si «iniziano a conoscere» persone nuove, a volte davvero interessanti, si può comunicare e restare in qualche modo in contatto con le proprie cerchie di amici, pubblico, ammiratori e così via. Si può fare del bene condividendo contenuti utili a persone che altrimenti non avrebbero mai avuto occasione di venirvi in contatto.

Questi sono solo alcuni esempi, ci sono anche tante altre utilità nei social e nel digitale in generale.

Per questo, non mi convincono gli approcci drastici: relazionarsi con la modernità rinunciandovi completamente, come un amish che rifiuta tutto ciò che è tecnologico non mi sembra praticabile, specialmente sul lungo termine.

Sono nuove realtà con le quali, per quanto a volte antipatiche, siano chiamati a interfacciarci e a relazionarci in modo funzionale.

La cosa fondamentale è non confondere mai una realtà con la sua imitazione o rappresentazione, cercando sempre di privilegiare la versione «autentica».

Se ci pensi bene, il succo della rivoluzione digitale è proprio quello di metterti a disposizione tanti palliativi, altrettanti «idoli», intesi come mere rappresentazioni, spesso surrogati, della realtà autentica.

La pornografia, ad esempio, col digitale è diventata ubiquitaria. Questo è un problema gravissimo di cui si parla troppo poco. Grazie alla disponibilità assicurata ovunque di pornografia, molte persone tendono a rinunciare alla ricerca di un partner in carne ed ossa, accontentandosi della visione di scene pornografiche che possono consumare senza mettersi in gioco in nessun modo.

Allo stesso modo, ci sono relazioni – di amicizia, ma anche
sentimentali – che tendono a snodarsi più a distanza, tramite mezzi quali chat, videochiamate, messaggi vocali, che mediante i
tradizionali incontri dal vivo.

Non c’è niente di male nell’iniziare la conoscenza di una persona via social o tramite chat, se questo viene visto come il primo passo di una relazione destinata a diventare autentica e a concretizzarsi, al massimo nel giro di qualche mese tendenzialmente, in uno o più incontri in presenza…

Insomma, non sono i social ad essere il male, essi sono solo strumenti, basta come sempre la consapevolezza dei loro limiti e del modo in cui é più opportuno utilizzarli.


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