Il mondo da un oblò.

Non é che le relazioni sono in crisi, semplicemente non ci sono più.

L’Occidente è ormai un immenso parco dove tutti giocano alle belle statuine, conducendo vite monadiche, isolate, compartimentate.

Persone che pretendono di chiudere altre persone nel cassetto e la cosa bella è che molti si fanno rinchiudere o ci si rinchiudono persino da soli.

Il punto è che senza ascolto non c’è relazione e oggi l’ascolto non c’è, latita, schiacciato dall’indisponibilità generale, dalla involuzione media, dal bisogno bulimico di consumare contenuti stupidi sui social e sulle piattaforme di streaming, bisogno che ti mangia il tempo che avresti potuto dedicare agli altri e alla tua stessa introspezione.

Non ci si sente mai soli nelle relazioni autentiche, il fatto è che anche se uno è tuo figlio, tuo padre, il tuo coniuge, la relazione non è mai scontata o automatica: le relazioni non sono rendite di posizione, su questo arriviamo tutti, vanno nutrite e coltivate come qualsiasi cosa e, di nuovo, se non c’è ascolto la relazione non c’è, i «titoli» di parentela, affinità o vicinanza non soccorrono.

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