Zombies, zombies, zombies 🧟‍♀️

La ragazzina che ha ucciso due suoi figli appena nati, perché doveva andare a fare altrettanti viaggetti, non potrebbe rappresentare meglio il tragico vuoto della donna contemporanea che, alla sua vera chiamata, quella della maternità, preferisce la falsa bigiotteria del mondo fatta di pasti al ristorante, viaggi, esibizionismo social.

Lei ha solo portato all’estremo un dissidio sperimentato oggi da molte donne, per fortuna senza esiti del genere.

Lo Stato la condannerà per duplice omicidio, dato che mancano i requisiti per la variante meno grave dell’infanticidio, ma la realtà è che quella ragazza si è già condannata, in modo molto pesante, da sola.

È appena il caso di notare che tutto ciò vale anche per l’aborto: non ci sono mai motivi adeguati per sopprimere una vita, già sviluppatasi o ancora in fieri.

Non è questione di bigottismo o di visioni tradizionali, sono leggi inflessibili dell’anima: la vita premia tutti quelli che la creano, tutelano e proteggono. Viceversa con tutti quelli che la ostacolano o sopprimono.

Come sarebbe stata felice quella donna con i suoi due bambini, quando invece adesso le rimangono solo le conseguenze, ineliminabili, di due gravi peccati e il ricordo di due viaggi, che presto scoprirà, se già non lo ha fatto, essere totalmente insignificanti.

Perché non le è stata mostrata questa bellezza? E che cosa fa vedere il mondo attuale, che cosa mette loro davanti, in continuazione, alle donne?

Puoi dire quello che vuoi, ma una società che non riesce a mostrare alle donne la bellezza del loro ruolo di creatrici e protettrici della vita è una società fallita, una società e una cultura di morte.

Sostieni sempre la vita, la vita sosterrà te.

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