I non vivi.

La nostra società non è tanto fatta di morti, quanto di «non vivi».

Non è il nosferatu della letteratura, e nemmeno lo zombie della cinematografia, che vive e poi, per qualche ragione, non riesce più a morire, ma qualcosa di più sottile e diverso: uomini che vengono su questo pianeta ma non diventano mai vivi.

Il «non morto» non riesce a completare il ciclo, il «non vivo» è qualcosa di ancor più tragico, perché non gli viene nemmeno di iniziarlo.

Come gli zombie si muovono e camminano, ma non corrono, perché non sono mai arrivati ad essere vivi: la loro è letteralmente un’esistenza che si trascina, proprio come i protagonisti dei film di Romero, che attingono i pochi vivi.

Le profezie dell’arte non si realizzano quasi mai alla lettera, anche perché non usano il linguaggio verbale, ma quello del simbolo.

Oscar Wilde fermava le persone per la strada e rivolgeva loro questa stupenda domanda di counseling:

«- E tu, quand’è che sei morto?»

Ma forse anche lui era in parte fuori fuoco, molte persone non sembrano morte ma, ancora più a monte, mai nate davvero.

E tu, sei mai stato morso da un non nato?


Scopri di più da terre dell’anima

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Unisciti a 75 altri iscritti

Lascia il tuo commento