Zelig.

Incredibile come sia sufficiente il trapasso di un chierico per trasformare una società intera da marcatamente edonista a entusiasticamente spirituale, peraltro con la convinzione di esser sempre stata così.

La mente dell’uomo contemporaneo passa davvero di fiore in fiore, scavallando tra cose piuttosto diverse, e spesso anche incompatibili, tra loro, saltando dall’una all’altra come una scimmia impazzita.

Oggi sembrano quasi tutti Zelig, il protagonista del geniale film di Woody Allen che assumeva la personalità, il carattere e le sembianze della persona con la quale, volta per volta, si trovava ad intrattenere una conversazione.

La cifra di questo mondo, che si vede come finalmente ribelle, libero, avanzato e futuristico (tanto da guardare con sufficienza alle epoche passate), è, tutto all’opposto, un profondo conformismo, nel cui mare e dalle cui onde la pressoché totalità delle persone si lascia beatamente trasportare e cullare.

Torna in mente quello che diceva Chesterton, che non è una rockstar, ma è stato uno scrittore britannico cattolico: solo le cose vive riescono ad andare contro alla corrente.

Ti dicevo qualche post fa che questa è una società di non nati e infatti lo zombie di massa resta mentalmente un infante per tutto il corso della sua vita: non sono morti, piuttosto non sono mai cresciuti, non sono ancora mai arrivati a vivere davvero, cosa per la quale è necessario essere adulti.

La nostra chiamata, quella di ognuno di noi, tuttavia è a compierci; ciò significa e comporta che ognuno di noi deve cantare solo la propria canzone e mai quella di un altro, perché il mondo è organizzato sul principio di diversità e non può invece né funzionare né essere piacevole quando è basato sulla piatta uguaglianza e sul più feroce conformismo.

Oggi si vive convinti di essere superiori agli uomini del passato, quando non si possiede neppure più bene un’identità un minimo definita, che è una cosa piuttosto fondamentale per un essere umano.

La chiave di uscita da questo pantano, almeno inizialmente, è di sicuro la consapevolezza, cosa per avere la quale ognuno deve essere disposto ad ascoltare e a rimettere in discussione tante purtroppo rassicuranti convinzioni erronee.

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