Il pensiero di esclusione.
Il pensiero di esclusione è un pensiero narcisistico con gli steroidi.
Richiede non solo un intenso giudizio negativo sugli altri, ma, al contempo, anche uno positivo su di sé, cioè di vedere la propria persona come eticamente superiore.
Tu sei a favore di un’idea che ritieni migliore delle altre, di conseguenza sei migliore anche tu e peggiori, per contro, tutti quelli che non ci credono. Perché quella idea è «altruistica», come il comunismo o il veganesimo, quindi l’equazione è che tu che la adotti sei buono e gli altri non capiscono niente.
Serve poi, spesso, anche un pizzico di delirio di onnipotenza: boicotto il tal supermercato perché non tutela gli animali, non faccio entrare a casa mia membri del tal popolo perché hanno fatto la guerra a quegli altri… Come se questi gesti potessero mai distaccarsi dal nulla da cui sono avvolti e in cui sono destinati ad estinguersi, senza cambiare di un grammo la realtà.
Dici: ma se tutti ragionassimo così le cose non cambierebbero mai…
Il punto è proprio che le cose, in effetti ed appunto, non cambiano mai, per questo diventare ossessivi, narcisistici, paranoici e distaccati dalla realtà per le cose della politica non vale assolutamente la pena.
Il cristianesimo, un insegnamento oggi estremamente fuori moda, ma tutt’ora validissimo, predica da secoli di amare i nemici, ma l’uomo moderno invece è più furbo e si inventa la discriminazione altrui per inferiorità etica, non rendendosi conto nemmeno alla lontana di quanto si debba essere involuti per avere atteggiamenti del genere.
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