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La faccia nascosta della luna 🌓

Se una cosa é inventata, é molto più importante che se fosse reale, perché le cose reali sono solo fatti, a volte generati dal caos senza alcun significato, mentre la fantasia é sempre prodotta
dall’inconscio.

Per questi motivi, le fiabe popolari europee raccolte direttamente dalla tradizione orale per opera dei vari compilatori di libri a riguardo sono molto più importanti delle cronache storiche,
accuratamente verificate con i documenti dagli studiosi.

Analogamente, i poemi omerici potrebbero non essere la storia dei Greci in maniera così precisa, mentre sono invece, ed in maniera precisissima ed indiscutibile, la loro identità.

La storia, da questo punto di vista, é una materia angusta per la nostra anima, che torna a respirare solo con la letteratura, tanto é che gli storici più seguiti sono quelli che tornato ad iniettare quel carattere, nei protagonisti della cronache, che i più asettici studiosi avevano in precedenza accuratamente rimosso, col bel risultato di rendere il tutto noioso.

Se questo è vero, come é verissimo, quanto appare vano lo sbracciarsi degli uomini tutte le volte che intendono mostrare che una cosa è vera perché è accaduta, quando invece é molto più rilevante che una cosa sia importante in quanto é stata sentita.

Segui il blog terredellanima▫️it, dove presto racconterò una storia antica, vecchia di secoli, che però aveva profetizzato una forma di maschilismo realmente tossica e di cui le donne di oggi non hanno purtroppo alcuna consapevolezza: la storia di Christman
Genipperteinga.

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Se noi uomini sposassimo le donne che meritiamo…

In questa scena, tratta dal film «Un marito ideale» del 1999, a sua volta tratto dalla celebre commedia di Oscar Wilde, una battuta fulminante che l’uomo di oggi dovrebbe riguardarsi spesso e sulla quale dovrebbe riflettere a lungo.

Oggi, infatti, molte persone si privano della bellezza e della felicità per convinzioni limitanti: sentono di non «meritare» di essere felici o di avere cose belle.

Come è diversa, invece, la prospettiva, che, mi dispiace, ma è anche quella della dottrina cattolica, per cui l’uomo in realtà non si merita nulla, ma riceve ugualmente tutto in dono e il suo compito è, al contrario, quello di essere grato di ciò che riceve e metterlo a disposizione degli altri, senza nasconderlo sotto la sabbia – rileggere, a riguardo, la parabola dei talenti.

Nessuno di noi ha ciò che si merita, pensare che si riceve quello che si merita in fondo è solo da presuntuosi, perché se avessimo ciò che davvero meritiamo, allora poveri noi!

Ricevi con gratitudine.


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Buon Venerdì Santo a tutti.

Oggi é il giorno del sacrificio del nostro Maestro e mi tornano in mente queste parole di uno dei più grandi scrittori dell’umanità, perché il cristianesimo non è, in fondo, una religione, ma una fede, è la fede a sua volta é solo ricambiare un amore che si é ricevuto sin da prima della nascita e, quindi, una relazione con Lui che si sceglie di avere.

«Di me le dirò che sono figlio del mio secolo, figlio della
miscredenza e del dubbio, e non solo fino ad oggi, ma tale resterò (lo so con certezza) fino alla tomba. Quali terribili sofferenze mi è costata – e mi costa tuttora – questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quando più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari!

Ciononostante Iddio mi manda talora degl’istanti in cui mi sento perfettamente sereno; in quegli istanti io scopro di amare e di essere amato dagli altri, e appunto in quegl’istanti io ho concepito un simbolo della fede, un Credo, in cui tutto per me è chiaro e santo.

Questo Credo è molto semplice, e suona così: credere che non c’è nulla di più bello, di più profondo, più simpatico, più ragionevole, più virile e più perfetto di Cristo; anzi non soltanto non c’è, ma addirittura, con geloso amore, mi dico che non ci può essere.

Non solo, ma arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità.»

Lettera a Natalija Dmitrievna Fonvizina (Fedor Dostoevskij, 1854)

Buon venerdì santo, buona Pasqua a tutti.

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10 cose sul perché le relazioni oggi non vanno.

1) Non hai ricevuto alcuna formazione su come, ad esempio, puoi fare per far sentire amata una persona: la scuola ti ha preparato solo per il lavoro, non per la tua vita personale – questa è quella che io chiamo educazione per gli schiavi.

2) In molte relazioni, in quasi tutte, non c’è l’ascolto e, quando manca l’ascolto, manca anche una relazione autentica.

3) L’ascolto manca perché richiede una serie di requisiti che possono esserci solo in una persona con un livello evolutivo medio – alto: non giudizio, ascolto anche di ciò che l’altro non dice, rinuncia a capire o mentalizzare, focalizzazione mentale, disponibilità ad ascoltare anche argomenti sgradevoli.

4) Il modello con cui ti relazioni con gli altri é più quello competitivo che quello collaborativo, vuoi più apparire che essere, senza considerare che ciò é tipico di chi ha bassa autostima.

5) La ferita narcisistica che hai, che é in ognuno di noi, è spaventata dal raggiungimento di una vera intimità con l’altro: il narcisista non vuole una connessione autentica, ma solo un pubblico, peraltro sostituibile con altro pubblico, quindi fungibile – per lui non sei una persona unica: al tuo posto é uguale anche se ce n’è un’altra.

6) La scuola non ti insegna come gestire in modo funzionale le relazioni; ti potrebbe aiutare la grande letteratura del passato, che contiene la vera anima dell’uomo, ma tu, anziché leggere ad es. Anna Karenina, guardi demenziali serie TV americane woke dove mostrano relazioni di plastica, finendo tragicamente per credere che le relazioni funzionino in quel modo anche nella realtà.

7) Hai creduto alla gigantesca bugia, creata dalla politica per scopi di sfruttamento, dell’uguaglianza uomo e donna, quando maschi e femmine sono, tutto al contrario, fatti in modo opposto ed è impossibile gestire in modo anche solo minimamente adeguato una relazione con una persona dell’altro sesso senza tener conto di tale diversità, che poi é una ricchezza; corri a comprare e leggere il libro di John Gray!

8) Credi alle frottole degli «interessi comuni» e altre boiate del genere in cui sembrano credere tutti, ponendo per la tua relazione obiettivi stupidi, demenziali e irrealizzabili… Chesterton diceva invece

«mi riferiscono che si può divorziare per incompatibilità, se questo è vero mi meraviglio che non abbiano divorziato tutti, perché l’uomo e la donna fondamentalmente sono incompatibili e la sfida del matrimonio é proprio riuscire ad andare oltre quella incompatibilità».

9) Credi di poter restare innamorato tutta la vita, quando il periodo dell’innamoramento dura due anni, massimo due e mezzo quando contrastato, e, dopo, la relazione deve essere sostenuta da altro; prendi il libro dei 5 linguaggi dell’amore e studialo bene.

10) Ti lascio con un passaggio altissimo della grande letteratura: le relazioni sono una lotta e una sfida quotidiana, un mettersi in discussione costante, farsi piccolo per l’ascolto e grande per l’aiuto, un lavoro che si fa non per odio di quel che si combatte, ma per amore di quel che si protegge, come conviene a ogni buon cavaliere. Se una relazione finisce, o va in difficoltà, non attaccarti mai alla stessa, ma prendi congedo con queste parole dell’Enrico V di Shakespeare, dove c’è l’essenza di ogni relazione, da vivere sempre con mancanza di attaccamento:

«Chi per questa battaglia non ha fegato che parta pure: avrà un salvacondotto e denaro pel viaggio nella borsa. Non ci garba di morire in compagnia di chi ha paura di morir con noi».

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