Una volta c’era la buona educazione.

Con la semplice buona educazione, quando vedevi qualcosa o qualcuno che non ti piaceva, accettavi con delicatezza la realtà e finivi per farti i cazzi tuoi.

Per rispettare gli altri, non avevi alcun bisogno di diventare un ipocrita e far finta che essere grassi o avere una menomazione fosse bello o desiderabile.

Rispettavi tutti e basta, non era molto complicato.

Scomparsa la buona educazione, sono arrivate le campagne contro il bodyshaming, il cui vero obiettivo é sostituire delicatezza e garbo di una volta con la pura ipocrisia di sostenere che una donna sfondy é ugualmente bella di una in peso forma.

Rispettare gli altri partendo dalle denegazione della realtà non funziona; semmai funziona l’esatto opposto: il rispetto di una persona parte dalla sua accettazione e accoglienza così com’è, con i suoi limiti, le sue inadeguatezze e – udite udite – i suoi peccati.

Il politicamente corretto non ha eliminato niente di quello che prometteva di eliminare: i razzisti sono gli stessi di prima, solo adesso sono diventati anche ipocriti e fanno finta di non esserlo, finendo così per esserlo il doppio.

Funziona uguale con il body shaming: uno scaldabagno non è piacevole da vedere e non è facendo finta del contrario che gli si conferisce quel rispetto che gli é dovuto.

Il politicamente corretto é la tipica idiozia anglosassone, un popolo che trova troppo spesso nell’ipocrisia la “soluzione” a tanti problemi, ma noi Europei abbiamo le buone maniere.

Le buone maniere bastano e avanzano per relazionarsi con chiunque: basta tornare a quelle.


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