Perdonare noi stessi.
“Se Dio ci perdona, dobbiamo perdonare noi stessi, altrimenti sarebbe come ergerci ad un tribunale superiore a lui.” – C.S. Lewis
“Se Dio ci perdona, dobbiamo perdonare noi stessi, altrimenti sarebbe come ergerci ad un tribunale superiore a lui.” – C.S. Lewis
“Dio ci sussurra nei nostri piaceri, ci parla nella nostra coscienza, ma grida nei nostri dolori; è il suo megafono a risvegliare un mondo sordo.” – C.S. Lewis
“Non vogliamo semplicemente vedere la bellezza. Vogliamo qualcos’altro che difficilmente può essere espresso a parole: essere uniti alla bellezza che vediamo, passarci dentro, riceverla in noi stessi, immergerci, diventarne parte.” C.S. Lewis
«La vera ragione dell’eutanasia è che non sopportiamo i vecchi, non vogliamo nemmeno sapere che esistono. Quasi tutte le persone oggi ritengono che il valore di un essere umano diminuisca con l’aumentare dell’età». (Michel Houellebecq, Annientare)
Ti farai un regalo per Natale? Hai già pensato a cosa?
«Invece di procedere dalla sensibilità verso l’astuzia, come la maggior parte degli uomini, con gli anni avrebbe scoperto la bontà che rende possibile commuoversi, e sarebbe guarito dalla sua folle diffidenza…» Stendhal – Il Rosso e il Nero: Cronaca del 1830 https://amzn.to/30uWLKa
«Sacrificarsi alle proprie passioni, sia pure; ma a passioni che non si hanno! O triste secolo XIX!» (Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson) (✅ prova il counseling 🌱 per info 👉 whatsapp 059 761926 💚)
«Ero giovanissimo, avevo l’illusione che l’intelligenza umana potesse arrivare a tutto. Una sera ascoltai le conversazioni di alcuni contadini. Uno di loro con gli occhi volti alle stelle, nel silenzio esclamò: “Com’è bello! Eppure c’è chi dice che Dio non esiste”. Quella frase del vecchio paesano, quella Verità toccò tanto nel vivo l’animo mio che…
«Il mondo selvatico e i suoi abitanti rappresentano l’aspetto profondissimo, forse il più antico e profondo, della nostra psiche. Essi, come dice Whitman nei versi sopra riportati, recano i “segni” della nostra appartenenza. Questi segni, però, per il suddito della civiltà delle buone maniere, con la sua unidimensionalità intellettuale e antinaturale, sono come il ritratto…
Ecco un caso clamoroso in cui viene ancora una volta dimostrata la superiorità del quoziente emotivo su quello intellettivo. Manager che ha fatto carriera perché “bravo in matematica”, quindi logico, produttivo, efficiente ma, alla prova dei fatti, tale da rivelarsi incapace di stare al mondo. Si definisce “uno che non sa stare al mondo” una…
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