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Tu sì che sei speciale…

La saggezza dei social – che é la classica saggezza del mondo, solo con, se possibile, ancora più demenza – ti dice di mandare a stendere tutti quelli che ritieni non ti rispettino o considerino adeguatamente, persone che magari non hanno alcuna colpa, ma semplicemente non si relazionano con te nel modo in cui tu, unilateralmente, hai deciso che dovrebbero.

Tutto all’opposto, quello che ti dico io é che, se vuoi vivere bene, la grande opportunità é proprio quella di rinunciare a mandare a stendere persino quelli che davvero se lo meriterebbero.

Le erbe infestanti, questo ce lo insegnano chiaramente le scritture, non le togli subito, appena le vedi, ma solo al momento del raccolto, perché il punto é che fino ad allora possono cambiare e diventare erbe buone.

Perdonando gli altri non regali niente a nessuno, perché, anche se oggi tendi a dimenticartene del tutto, anche tu sei stato, sei e sarai continuamente perdonato per i tuoi limiti e le tue manchevolezze.

Per la negazione del perdono invece, é necessaria, di solito, la convinzione delirante di essere migliore. Che gli altri sbagliano, ma tu invece, tu sì che sai sempre come comportarti. Tu sì che sei speciale: basterebbe che gli altri vivessero e facessero come fai tu e il mondo sarebbe molto meglio, per tutti.

Non c’è mai stata un’epoca in tutta la storia dell’uomo in cui ci si potesse permettere meno di oggigiorno di mandare a quel paese le persone, perché le persone sono involute, le relazioni delicate, ma noi continuiamo ad avere bisogno gli uni degli altri.

Quello della totale ed assoluta indipendenza è un altro delirio e mi dispiace vedere così tante donne, che hanno bisogno di relazioni quasi più che del pane, esserne oggi avviluppate.

É vero, il materiale umano oggi è molto scadente, quello che passa il convento lascia tanto a desiderare, ma se, per ciò stesso, rinunci a relazionarti é finita e avranno vinto le forze che operano contro l’uomo.

Il primo passo é semplice: sostituire al giudizio il suo contrario, cioè la… – dimmelo tu nei commenti.

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Non puoi servire due padroni.

É evidente che un figlio non è né un obbligo, da un lato, né un diritto, cosa che spesso nella società contemporanea dissimula un vero e proprio capriccio, dall’altro.

Avere figli é un dono meraviglioso.

É una cosa molto importante, perché una delle leggi dell’anima e dell’universo é che la vita premia sempre la vita: più crei, più aiuti e più ricompense riceverai.

La vita premia sempre chi aiuta la vita.

Quando metti al mondo un figlio, generi un essere che prima non esisteva e che é destinato a vivere in eterno, quindi realizzi il gesto creativo più vasto possibile per un uomo e ti apri alla vita nel modo più ampio.

Che cosa c’è che non va allora nel discorso della Mennuni, che ha detto che lo Stato deve operare per fare di nuovo apprezzare alle donne la bellezza della maternità?

Se chiedi a me, non c’è davvero nulla che non vada. Ha ragione al 100%. Anzi, non solo ha ragione ma ha fatto un discorso estremamente opportuno.

Allora perché tante reazioni così isteriche, come se avesse detto che le donne devono suicidarsi in massa o sottoporsi tutte a
infibulazione?

Chi vive in cattività, cioè la maggior parte delle persone in Occidente oggi, mal sopporta la bellezza e chi gliela vorrebbe mostrare, perché lo mette di fronte al suo fallimento, alle sue inadeguatezze e, alla fine, alla bruttezza della sua vita.

Quando conduci un’esistenza piena di ombre, arrivi a detestare la luce che le fa risaltare ancora di piu, esattamente come un vampiro, una creatura dell’oscurità, inizia ad agitarsi, smaniare ed urlare quando viene attinto dal sole.

Oltre a ciò, un altro motivo di tanta isteria é il fatto che il discorso della Mennuni strappa le donne dall’ennesima illusione al cui interno si erano messe a vivere e le fa sentire, in molti casi, in colpa, anche se di questo probabilmente molte non hanno una precisa consapevolezza.

Una delle tante gigantesche balle che ci hanno raccontato é che una donna possa fare egregiamente due lavori al tempo stesso: quello di mamma e quello di lavoratrice fuori casa.

Purtroppo, questa è una balla colossale.

Però molte donne, quasi tutte, ci hanno voluto credere e tornare alla realtà è molto doloroso.

La realtà è che non puoi servire due padroni: o ti occupi della casa, dei figli e della famiglia o vai a lavorare fuori casa.

La boiata per cui la donna deve avere la sua «indipendenza» é appunto una boiata senza senso, sia perché a fare fatture e bolle per 1200€ al mese quando ne paghi 600€ di asilo e 2/300 al mese di food delivery non raggiungi nessuna indipendenza, sia perché ci sono mille altri modi per organizzare economicamente una famiglia in modo che la donna, in caso di scioglimento della stessa, sia adeguatamente tutelata – questo lo dico anche come avvocato.

La realtà è, come ha detto C.S. Lewis, che il vero lavoro, il lavoro più importante, é quello della maternità e tutti gli altri lavori servono a mantenere, sorreggere e rendere possibile quello, perché nei figli c’è – e questo vorrei capire come uno potrebbe fare a negarlo – il nostro futuro.

A me non frega assolutamente un razzo se la stazione spaziale é pilotata da una donna, forse potrebbe essere addirittura un eccellente esempio per illustrare la vastità del razzo che a uno può fregare.

Mi interessa molto di più che i nostri figli stiano con le loro mamme, anziché venire sbattuti nei nidi a sei mesi, e che queste mamme siano tranquille, serene, centrate perché contente della loro scelta di occuparsi della famiglia e perché sostenute da bravi e degni uomini.

Nel parlare della bellezza di progetti del genere, sui quali il mondo per inciso si è retto per milioni di anni, non c’è ovviamente alcun giudizio per chi del tutto legittimamente sceglie di non avere figli.

Il giudizio è solo per quei depensanti che vorrebbero impedirti di dire una cosa semplicissima cioè quanto é meraviglioso avere un figlio e potersene occupare a tempo pieno e – addirittura – avere come «capo» il proprio marito anziché il marito di un’altra che ti trovi come capufficio.

Voi fate come volete, ma nessuna donna, come nessun uomo, può fare bene due lavori, perché le ore del giorno sono sempre 24, non ci sono razzi.

Potete gasarvi finché volete, farvi complimentare da altri dementi sui social, arrabattarvi, sgomitare e arrampicarvi sugli specchi, ma non potrete mai servire bene due padroni: dovrete sempre scegliere, in qualche modo, tra la famiglia e il «lavoro» fuori dalla stessa.

Questa è una realtà oggettiva, non è colpa della Mennuni che ha al massimo la «colpa» di avervi tirato fuori per un attimo da quel mondo di illusioni in cui voi donne tendete a vivere e in cui state precipitando sempre di più – considerato che, coi maschi depotenziati di oggi, ci sono sempre meno persone disposte a ricordarvi che ore sono davvero.

Ecco perché le reazioni sono così isteriche ed esagerate, perché in fondo la Mennuni ha solo ragione, ma si è fatta latrice di una verità che oggi molti non sono o non sono più in grado di affrontare.

Ma se non siamo in grado di capire cose elementari come queste dove vogliamo andare come società?

Torna al ragoût 🍲 appena puoi.

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La faccia nascosta della luna 🌓

Se una cosa é inventata, é molto più importante che se fosse reale, perché le cose reali sono solo fatti, a volte generati dal caos senza alcun significato, mentre la fantasia é sempre prodotta
dall’inconscio.

Per questi motivi, le fiabe popolari europee raccolte direttamente dalla tradizione orale per opera dei vari compilatori di libri a riguardo sono molto più importanti delle cronache storiche,
accuratamente verificate con i documenti dagli studiosi.

Analogamente, i poemi omerici potrebbero non essere la storia dei Greci in maniera così precisa, mentre sono invece, ed in maniera precisissima ed indiscutibile, la loro identità.

La storia, da questo punto di vista, é una materia angusta per la nostra anima, che torna a respirare solo con la letteratura, tanto é che gli storici più seguiti sono quelli che tornato ad iniettare quel carattere, nei protagonisti della cronache, che i più asettici studiosi avevano in precedenza accuratamente rimosso, col bel risultato di rendere il tutto noioso.

Se questo è vero, come é verissimo, quanto appare vano lo sbracciarsi degli uomini tutte le volte che intendono mostrare che una cosa è vera perché è accaduta, quando invece é molto più rilevante che una cosa sia importante in quanto é stata sentita.

Segui il blog terredellanima▫️it, dove presto racconterò una storia antica, vecchia di secoli, che però aveva profetizzato una forma di maschilismo realmente tossica e di cui le donne di oggi non hanno purtroppo alcuna consapevolezza: la storia di Christman
Genipperteinga.

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Fuga da New York.

L’efficienza é sopravvalutata e, in realtà, dal punto di vista esistenziale, sottende un tipo d’uomo, quello contemporaneo, che non è più in grado di intrattenersi con se stesso e gli altri e deve dedicarsi continuamente a far qualcosa, fosse anche scavare una buca per poi riempirla, scavarla di nuovo e così via in un ciclo infinito, che ricorda quello del povero Sisifo.

Il lavoro, divenuto ossessione, si è mangiato quote importanti di umanità, senza tuttavia restituire niente in cambio, considerato che le fluttuazioni nel conto corrente di molti di noi non hanno alcuna influenza sul modo in cui poi in fin dei conti conduciamo la vita.

Col lavoro, finiamo per consumare noi stessi, diveniamo più fragili, insicuri, stanchi, deboli e arriviamo così a cercare una persona con cui confidarci, abbiamo bisogno di ascolto, solo che le persone della nostra vita, quelle che potrebbero darci l’ascolto di cui abbiamo bisogno, sono a loro volta indaffarate, o a casa in lavori di concetto che depredano per loro tutta l’attenzione o fuori casa, lontano.

Per milioni di anni le donne, restando a casa, hanno fatto da curatrici e ascoltatrici delle anime di tutta la famiglia, ma oggi se cerchi una nonna, una mamma o una sorella che ti ascolti mentre sgrana piselli, mette su il brodo o fa la conserva di pomodoro – e magari intanto la aiuti – non la trovi più.

Tutte le donne sono state mandate a lavorare, dopo che, nel corso dei due grandi conflitti mondiali, si era visto che erano molto più docili e affidabili dei maschi e quindi, hanno pensato i padroni, perché non sfruttarle?

Una volta il padrone doveva pagare al padre, il capo famiglia, uno stipendio che consentisse di mantenere tutta la sua famiglia – se ci guardi, é un principio scritto chiaro e tondo in Costituzione.

Oggi, per avere uno stipendio peraltro anche più basso, bisogna lavorare in due.

Così i padroni hanno avuto, pagando uno stesso stipendio, un lavoratore in più (paghi uno prendi due) e per giunta molto più arrendevole, acquiescente e disponibile di un operaio o impiegato maschio.

Per loro è stato un affarone, esattamente come la società
multirazziale di adesso.

Ma solo per loro.

Per la società é stato un disastro. Case che vanno in malora, bambini di sei mesi che vengono messi nei nidi, così le mamme possono andare a fare delle fatture col computer, cibo spazzatura, tradizioni che muoiono e, soprattutto, una casa di fatto morta dove, quando ne avresti bisogno, non c’è più nessuno che ti può ascoltare.

É così che sta cadendo l’impero statunitense, e tutte le sue colonie, tra cui anche l’Italia: le persone si stanno sempre più chiedendo ma io che razzo ci vado a fare a lavorare tutto il giorno, tutti i giorni, se la cosa e la vita non hanno più senso?

Non si va a lavorare solo per uno stipendio: si va perché il lavoro fa parte del tuo progetto, perché pensi che migliorerà te, la tua famiglia, il tuo paese.

Ma noi ormai sono decenni che stiamo girando in tondo e, anche imbottendoci come stiamo facendo di psicofarmaci, non ce lo possiamo più nascondere.

Grazie al razzo che i sociologi parlano di great resignation, le grandi dimissioni, il fenomeno per cui sempre più persone si licenziano da «buoni» posti di lavoro senza disporre di posti alternativi, che in effetti è un fenomeno inedito.

Ma anche io, se il mio lavoro, che di base é quello di aiutare gli altri, come avvocato o come counselor, smettesse di avere senso e utilità, smetterei di farlo e andrei a vivere in camper e vaffanq-lo, come sempre più persone stanno facendo – altro grande fenomeno per i sociologi che, non capendo niente di anima, se ne meravigliano pure.

Il punto é che il capitalismo in Occidente, senza i necessari correttivi materiali e spirituali, ha costruito una società orribile e la gente, giustamente, non vuole più viverci dentro.

Non c’è niente che non sia marcio da decenni: giornalismo, sanità, scuola, giustizia, politica; non credo di doverti fare degli esempi.

Chi prende le vie brevi e si impicca, come la mia amica Francesca, e chi invece si licenzia e va a vivere appunto in camper, di ciò si può meravigliare solo chi non conosce l’uomo nemmeno un po’.

Evviva noi.

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La parola anodino esiste.

A differenza degli altri maschi, per me l’intelligenza in una donna é sempre estremamente attraente, ma solo perché, da un lato, ho la grande presunzione di essere ogni volta e comunque più intelligente io e, dall’altro, perché se una scende troppo in basso a livello cognitivo finisce per farmi cadere troppe volte i m@ron1 e dopo non molto ovviamente la cosa mi scoccia. Poi sono troppo legato a quei piccoli e deliziosi incantesimi che sono le parole per non subire, e molto, il fascino di una donna che sa scegliere con cura quelle più giuste o divertenti o stimolanti…

I miei fratelli invece tendono a preferire e a trovarsi più a loro agio con donne modello più base.

Questo non è, come si tende a credere oggi, perché si vuol manipolare o comandare, ma semplicemente e banalmente perché gli uomini vogliono sentirsi utili. É la famosa mentalità da provider che é hard coded in ogni uomo definibile come tale.

Nessun uomo ha paura di una donna indipendente, estremamente intelligente, realizzata: ne è semplicemente annoiato. La guarda come uno juventino guarda la Champions: sa che non potrà mai averla, perché non è giusto che l’abbia, non ha le qualità necessarie per averla e se per avventura l’avesse ne sarebbe persino imbarazzato perché non saprebbe cosa farsene tutto il giorno.

Oggi, come ho già detto più volte, il problema é l’assenza del patriarcato, non certo il patriarcato in sé, che é una situazione costruita e mantenuta a favore della donna, per la sua protezione, la sua evoluzione e il suo compimento, così come la femminilità, che analogamente oggi scarseggia molto, é necessaria per gli uomini.

I razzatifici che conoscete come giornali e televisioni vi stanno «educando» a considerare gli uomini cattivi e le donne buone, ma io vi posso giurare su quanto di più caro che é vero, semmai, l’opposto.

Gli uomini non solo sono estremamente generosi, ma desiderano profondamente manifestare questa loro generosità. Oggi tutto questo viene frustrato da concetti profondamente sbagliati che sono stati iniettati nei cervelli delle persone e che le hanno messe in uno stato di confusione da cui non riescono a risvegliarsi.

Non solo, ma quando parli di queste cose spesso ci sono reazioni isteriche che comprovano quanto le persone, in fondo, siano attaccate ai loro veleni e alla loro ignoranza.

Eppure se non si capiscono i tratti fondamentali degli uomini e delle donne sarà impossibile ritornare all’unico modello praticabile delle relazioni tra noi, che é quello organico e collaborativo, non competitivo.

Che senso ha far fare alle donne cose da uomini e viceversa?

Il demente grave oggi si commuove quando i razzatifici mettono in prima pagina gli uomini incinti o che hanno il ciclo ma io mi chiedo e voglio chiederti: esattamente che cosa ci sarebbe di bello in una cosa del genere? Quale sarebbe il costrutto? Che cosa ne avremmo
dimostrato?

A me, e a moltissime donne, non frega un razzo della Cristoforetti. Abbiamo dimostrato che una donna se vuole può fare l’astronauta, ma la veritá è che questa scoperta non cambierá di un grammo la nostra vita e quella dei nostri figli.

La chirurgia ha dimostrato che un uomo può farsi mutilare in modo da assomigliare molto ad una donna, ma quale sarebbe il vantaggio che ne deriva a lui e a tutti noi?

L’unica cosa che vedo in vicende come questa é la presunzione dell’uomo che vuole farsi grande tanto quanto Dio, la vecchia torre di Babele o la ὕβρις dei nostri maestri greci.

Nasciamo in questo mondo per essere chiamati a vivere una vita da maschio o da femmina, ma abbiamo la presunzione di poter superare il sesso che ci é stato assegnato dalla nascita facendoci mutilare da un chirurgo in oltre venti interventi e finendo peraltro solo per assomigliare all’altro sesso, ma mantenendo sempre quello di partenza, perché il patrimonio genetico non può essere cambiato dalla chirurgia né da altro.

Le donne devono essere brave sul lavoro avere «le palle» (espressione orribile, demenziale, significativa), mentre gli uomini devono essere sensibili, empatici, puccettosi e petalosi… Ma perché?

Solo per dimostrare che l’uomo può fare tutto perché è pari a Dio?

La tara é questa. Siamo rane che, come nella favola di Esopo, si stanno gonfiando per scoppiare, ormai molto presto.

Fate il razzo che volete, ma gli uomini non possono e non potranno mai creare una donna da un uomo o un uomo da una donna. Il massimo che potranno fare é una cosa che solamente vi somiglia, ma non lo é.

L’uomo non è pari a Dio e crederlo, consapevolmente o no, é un errore tragico.

Se nasci donna, devi vivere tutta la tua vita, tutti i singoli f0ttut1 momenti della tua vita da donna. Devi accettare il ciclo mensile, l’instabilità emotiva, i lavori di casa, quelli coi risvoltini, i colloqui con le insegnanti nevrotiche dei tuoi figli e le torte che non lievitano.

Analogamente se nasci uomo devi accettare la tua chiamata e vivere da uomo dal primo all’ultimo istante della tua vita: devi portare il pane a casa, devi proteggere, devi risolvere problemi, usare la logica e devi, mi dispiace se non ti va di farlo ma é necessario, essere una guida autorevole.

Niente PlayStation per te ometto.

Questa è la volontà di Dio e il nostro maestro buono, a precisa domanda sul punto, ha risposto che il comandamento più importante é quello di amare Dio e la sua volontà con tutto il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente.

Tutto il resto è volontà degli uomini e non la devi seguire.

Se sei donna, é volontà degli uomini e non di Dio che tu debba affidare i tuoi figli di pochi mesi ad un asilo per andare a fare delle bolle o delle fatture in un’azienda, prendendo uno stipendio con cui paghi a mala pena degli estranei che si prendono cura dei tuoi figli, che tu debba fare due mestieri, quello in casa e quello fuori casa, che finiscono per farti diventare nevrotica e non riuscire ad essere una buona moglie e una buona madre.

Fai quello che vuoi, ma non si possono fare entrambe le cose questa è l’ennesima balla che ti hanno raccontato.

Se sei uomo, é volontà degli uomini che tu debba essere empatico, puccettoso, moderno, trendy, mezzo castrato, remissivo. Dio vuole che vai là fuori a procurare il pane per la tua famiglia, con ogni mezzo possibile. E soprattutto che tu abbia una famiglia.

Oggi i problemi dunque non sono i femminicidi, le discriminazioni, le disparità salariali, l’unico problema sia di donne che di uomini é trovare dei partner che non abbiamo il cervello pieno di segatura!

Persone che sappiano bene ciò a cui sono chiamati, cosa devono fare nella vita, e con cui poter di conseguenza costruire una relazione solida, organica, organizzata e duratura nella quale prosperare ed essere, se lo si desidera, fecondi, trasmettendo anche ai figli tali beni.

É necessario far rifiorire al più presto una cultura ed una educazione di genere, archiviando l’egualitarismo demenziale e forzato, perché trattare in modo uguale situazioni e soggetti diversi significa fare loro violenza. Questa è la vera violenza di oggi ad esempio: madri che non possono stare coi figli, figli che anche da piccolissimi non possono stare con le loro mamme.

Rock n’ roll.

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Viva la 🥔.

Una società che non richiede nemmeno, come requisito per diventare reginetta di bellezza, di avere la fregna é una società dove tutto è ammissibile e – qui continuo il discorso per i meno dotati, gli altri hanno già capito – una società dove si può fare indiscriminatamente qualsiasi cosa é una vera e propria non-società, che non fornisce nessun valore aggiunto agli individui, le cui qualità e i cui talenti perdono così di ogni importanza, tanto tutto é uguale.

Una società del genere fa vivere tutti al buio, dove le cose non si possono distinguere le une dalle altre e allora ogni dettaglio, ogni realizzazione, perde di importanza e di rilievo.

La cosa viene presentata come progresso, quando invece, tutto all’opposto, é solo una chiara manifestazione di grave decadenza.

Bisogna, all’esatto contrario, invocare una cascata di luce perenne, fare in modo che quanti più uomini e donne (non ci sono altri generi) possibili si risveglino, tornino dunque alla veglia – e alla preghiera, che della veglia é la necessaria compagna, checché ne dicano i fanatici della meditazione tour court – affinché gli individui e le cose possano tornare ad avere di nuovo un senso, inteso intanto anche semplicemente come direzione.

La notte può solo nascondere agli altri i tuoi peccati, ma sai bene che non ha nessuna pietà con te tutte le volte in cui hai bisogno di dimenticare.

Alla luce!

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La regola del body count non sbaglia mai.

Va detto chiaramente alle donne che con quanti più uomini vanno con quanto più perdono valore.

Forse questo non è «giusto» ma é una realtà biologica, culturale, probabilmente anche archetipica.

Alla radice del «desiderio» di «scopare con tutti gli uomini che si vuole», che io credo essere indotto e non certo innato, c’è la pretesa delle donne di vivere la sessualità in modo maschile, così come predicato dal peggior femminismo, basato sul demenziale presupposto che se donne e uomini non sono uguali, be’ allora dovrebbero esserlo.

In realtà, tutto all’opposto, né siamo uguali, né mai lo saremo, né dovremmo esserlo.

Chi sono, peraltro, le femministe per pretendere di saperne di più di chi ha creato il mondo?

Questi, dunque, non sono diritti per la donna, ma modi in cui la donna finisce per rovinarsi poco alla volta!

E tutto ciò va sempre testimoniato quando se ne presenta l’occasione.

Nessuno toglie un grammo di libertà a nessuno, ma il punto di vista cristiano deve restare sempre a disposizione, per fare sapere che esiste un modo diverso di vedere le cose e che chi lo desidera lo può sempre mutuare.

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Non indurire la tua donna, uomo.

Affrontare sofferenza, difficoltà, prove, violenza e lotte ti rende un uomo via via più mascolino e forte. Facendo cose sempre più difficili e, ancora una volta, dure diventi sempre più uomo, se le affronti nel modo giusto, come occasioni di crescita.

Le donne, però, non sono come te.

Semplicemente, non sono fatte per affrontare la durezza del mondo.

Nonostante tutta la marcia retorica femminista, che ha come scopo proprio quello di danneggiare le donne, facendole vivere in un modo diverso da quello per cui sono adatte, questo che ti dico é vero e rimarrà vero per sempre: sono archetipi codificati dentro di noi, non credere a nessuno quando ti parla di «evoluzione» a riguardo, ci sono cose che non cambieranno mai, grazie a Dio.

Se non sei ancora convinto, dai uno sguardo alla società di oggi e vedi da te se può parlarsi di una società evoluta o non, all’esatto contrario, di una società profondamente involuta.

Le donne, dunque, non sono come noi uomini.

Noi cresciamo nelle difficoltà, loro, all’esatto opposto, maturano proteggendo attentamente il loro valore da eventuali danni,
proteggendo la natura fragile della loro femminilità.

Le donne hanno tre volte più sensori tattili nella loro pelle, che è più sottile e morbida. Le loro ossa sono più fragili, hanno meno massa muscolare e il loro sistema nervoso centrale più sensibile non può sopportare la stessa stimolazione del nostro. Hanno bisogno di più sonno e, sì, anche di più grasso corporeo di noi, tant’è vero che quando, convinte dalla malefica propaganda della estrema magrezza a tutti i costi, si mettono a dieta ferrea, diventano infertili perdendo il ciclo. Il loro diverso assetto ormonale causa alti e bassi emotivi.

Le donne sono il «vaso più debole».

Dire questo oggi é difficile perché significa uscire da quella retorica marcia con cui sono state avviluppate e soffocate le donne negli ultimi decenni, tanto che chi non vi si unisce ed accoda sembra volerne parlar male. In realtà, chi focalizza la maggior delicatezza delle donne, cosa che é una realtà biologica ed oggettiva, é perché vuole fondare uno speciale riguardo verso le stesse, speciale riguardo che per le donne non é un optional, ma é ciò di cui hanno bisogno.

Chi ha detto che anche la debolezza, se la accetti come tale, non è una forza di cui c’è necessità nelle società umane?

Ricordo spesso una meravigliosa frase di San Paolo, che diceva: «se devo essere orgoglioso di qualcosa, allora lo sarò della mia debolezza».

Questo femminismo assurdo che insegna alle donne che i maschi fanno schifo e, contemporaneamente, che le donne devono essere come i maschi, ha privato le donne del loro diritto alla delicatezza, alla flessibilità, alla dolcezza, ad occuparsi delle cose sottili, lasciando tutti i lavori più sporchi e rozzi ai maschi.

Questa retorica soffocante e falsa per cui le donne dovrebbero essere e sono forti ha tolto dalle mani delle donne le cose più preziose di cui si sono sempre occupate, come un gioiello caduto in un pozzo per colpa di un gesto maldestro.

Quasi tutte le giovani donne sono femminili. È nella loro natura. Ma una vita difficile, fatta della necessità di respingere l’attenzione di uomini di basso valore, combattere con uomini sul lavoro o affrontare le stesse durezze che rendono un uomo migliore, toglierà presto loro quella morbidezza amabile, finendo per farle diventare dei pessimi maschi.

Non siamo uguali.

Gli uomini virili vogliono una donna dolce, morbida e femminile.

Ma – il punto é questo – non puoi averla se le assegni un ruolo nella famiglia che la sovraccarica e la costringe a essere mascolina, a fare il lavoro dell’uomo, per ore al giorno, lasciandola esausta.

Le donne sono ovviamente capaci di essere molto forti, ma il costo da pagare è rinunciare alla loro femminilità.

É un affare di totale sconvenienza.

Soprattutto, non è giusto. In definitiva, non è umano.

Non è umano il trattamento che la società di oggi riserva alle donne. É letteralmente disumano.

La tua donna ha bisogno di un trattamento migliore di te. Proprio come i tuoi figli hanno bisogno di un trattamento ancora migliore di lei. Se questo ti infastidisce, il matrimonio, le donne e i figli non sono per te.

Nulla di tutto ciò riguarda il denaro o il lusso. Le donne non hanno affatto bisogno del lusso per essere femminili. Non devi spendere grosse somme di denaro per prenderti cura di lei.

Il denaro può aiutare e così anche l’aiuto concreto che puoi procurarti con il denaro, come la collaborazione di altre persone. Ma non è questo.

Dare un buon trattamento alla tua donna riguarda il modo in cui interagisci con lei. Sei una fonte di leadership, guida, protezione, comfort, forza e supporto per tua donna? La aiuti quando è sopraffatta dalle cose e sente di non farcela più?

Questo è il modo per prenderti cura di una donna.

Se sei una donna che legge questo, presta attenzione agli uomini che incontri e alle loro attitudini riguardo al prendersi cura delle loro donne.

Se sei un uomo, inizia a fare il tuo dovere.

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Il disallineamento del fascino.

Esiste una realtà biologica e antropologica di cui ovviamente non si parla mai ma che é centrale per tutte le persone.

Si tratta del fatto che le femmine sviluppano maggiormente il loro fascino da molto giovani, perdendolo poi gradualmente via via in seguito, mentre i maschi lo manifestano piuttosto più tardi, da adulti.

É una realtà elementare, considerando che le donne basano il loro fascino sulla bellezza, la disponibilità – sì, vuol dire non essere già madri di figli generati con altri maschi – e la fertilità, mentre negli uomini quella che conta non è la bellezza, quanto lo status e le risorse.

Naturalmente, l’uomo accumula status, cioè si fa una posizione, e risorse, cioè denaro e beni, man mano che passano gli anni, tramite il suo lavoro, svolto con le proprie risorse intellettuali e, nel frattempo, diventa anche più saggio, centrato ed orientato, tutte qualità che gli consentono di essere oggettivamente utile e costituire una risorsa per le donne, non solo materiale, ma anche spirituale.

Il significato di istituti oggi biasimati e considerati superati come quello del matrimonio era di proiettare l’unione familiare su un arco temporale lungo nonostante questi disallineamenti, dove la donna prendeva un uomo non ancora realizzato, sulla base – quasi sempre – della sua progettualità, delle sue potenzialità (ecco perché le donne giovani studiano attentamente gli uomini: devono capire cosa possono fare, al di là di quel che fanno in quel momento), lo aiutava a realizzarsi e lui la teneva accanto a sé, aiutandola a sua volta anche in seguito, quando il fascino di lei man mano iniziava a declinare.

Io scelgo te per quello che non hai ancora, io tengo te nonostante quello che tu hai perduto. É un corollario di lealtà, un valore oggi molto in crisi perché tutta la nostra società è basata sulla ricerca della soddisfazione a breve termine, a discapito di tutte le altre, anche quando più importanti.

La mamma cinquantenne che divorzia per l’ennesima volta e si mette alla ricerca di un uomo che voglia bene a lei e ai suoi quattro figli fatti con tre padri diversi sconosce questa realtà, così come sceglie di ignorarla il cinquantenne che spacca il proprio matrimonio per rincorrere il qlo di una ventenne.

A me dispiace, ma nascere donna non è uguale a nascere uomo e ogni sesso porta con sé delle precise conseguenze che non si possono ignorare se si vuole vivere bene.

L’egualitarismo é un concetto solo politico, che non ha alcuna rispondenza in biologia, antropologia, cultura, psiche e realtà dell’uomo.


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Il capo é solo quello che ti dice come devi sbagliare.

Il capo non è la persona migliore o quello più furbo, ma semplicemente colui che determina, in un certo agglomerato sociale, il modo in cui si deve sbagliare.

Vale per tutto: Stati, enti, uffici, famiglie.

Accettare la leadership, o la guida di una determinata persona, non richiede, dunque, una convinzione di infallibilità assoluta della stessa, o il rinvenimento di chissà quali speciali qualità in capo alla medesima.

Significa semplicemente accettare che nella situazione determinatasi dalle circostanze il ruolo di guida é finito in mano a quella persona.

É evidente che la maggior parte dei «capi» sono dei c@@gli@n1, ma é ozioso farne la relativa considerazione, perché non serve a niente.

Ognuno di noi è fallibile, portatore di un punto di vista alternativo rispetto a quello del capo che però non è mai una soluzione a tutto tondo, che risolve ogni cosa e per sempre, ma un modello
organizzativo, coi suoi pro e coi suoi contro, quindi alla fine niente di più di un metodo alternativo di sbagliare.

La storia dell’uomo é composta da rivoluzioni fatte, a caro prezzo, da classi sociali che, per affermare solo loro stesse e il loro peculiare modo di sbagliare, si sono falsamente dichiarate portatrici di soluzioni che avrebbero fatto finalmente star bene tutti. A
rivoluzione finita, hanno cambiato solo il modo di sbagliare. Lo stesso Stato fa sempre le stesse cose che faceva secoli fa, ne ha cambiato solo la motivazione: tempo addietro se avevi un fondo dovevi un pagamento annuale al re perché il fondo era suo, adesso lo paghi come imposta prevista dalla Costituzione, ma fai sempre lo stesso, identico gesto – l’unica differenza è che oggi probabilmente paghi in proporzione almeno cento volte di più.

Tutto questo vale anche nelle famiglie e nelle coppie dove le donne riconoscono la leadership dell’uomo non perché più intelligente, più evoluto e più capace – ci sono molte coppie in cui la situazione é esattamente l’opposto – ma perché le circostanze, la biologia e l’antropologia (almeno a maggioranza) indicano che sia lui a decidere come si sbaglia in quella coppia – e poi così é più immediato e semplice dargli la colpa quando prima o poi succede una razzata!

La donna empowered voluta dal femminismo non è una donna che si è finalmente liberata da un giogo oppressivo, ma una che ha rinunciato ad una posizione di vantaggio per prendersi delle agre responsabilità che sostanzialmente non desiderava. Ma poteva venire qualcosa di buono da un movimento che insegnava alle donne contemporaneamente che gli uomini sono cattivi e che le donne tuttavia devono essere come loro?

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