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Tu sì che sei speciale…

La saggezza dei social – che é la classica saggezza del mondo, solo con, se possibile, ancora più demenza – ti dice di mandare a stendere tutti quelli che ritieni non ti rispettino o considerino adeguatamente, persone che magari non hanno alcuna colpa, ma semplicemente non si relazionano con te nel modo in cui tu, unilateralmente, hai deciso che dovrebbero.

Tutto all’opposto, quello che ti dico io é che, se vuoi vivere bene, la grande opportunità é proprio quella di rinunciare a mandare a stendere persino quelli che davvero se lo meriterebbero.

Le erbe infestanti, questo ce lo insegnano chiaramente le scritture, non le togli subito, appena le vedi, ma solo al momento del raccolto, perché il punto é che fino ad allora possono cambiare e diventare erbe buone.

Perdonando gli altri non regali niente a nessuno, perché, anche se oggi tendi a dimenticartene del tutto, anche tu sei stato, sei e sarai continuamente perdonato per i tuoi limiti e le tue manchevolezze.

Per la negazione del perdono invece, é necessaria, di solito, la convinzione delirante di essere migliore. Che gli altri sbagliano, ma tu invece, tu sì che sai sempre come comportarti. Tu sì che sei speciale: basterebbe che gli altri vivessero e facessero come fai tu e il mondo sarebbe molto meglio, per tutti.

Non c’è mai stata un’epoca in tutta la storia dell’uomo in cui ci si potesse permettere meno di oggigiorno di mandare a quel paese le persone, perché le persone sono involute, le relazioni delicate, ma noi continuiamo ad avere bisogno gli uni degli altri.

Quello della totale ed assoluta indipendenza è un altro delirio e mi dispiace vedere così tante donne, che hanno bisogno di relazioni quasi più che del pane, esserne oggi avviluppate.

É vero, il materiale umano oggi è molto scadente, quello che passa il convento lascia tanto a desiderare, ma se, per ciò stesso, rinunci a relazionarti é finita e avranno vinto le forze che operano contro l’uomo.

Il primo passo é semplice: sostituire al giudizio il suo contrario, cioè la… – dimmelo tu nei commenti.

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É un mondo di insopportabili.

I termini del dilemma dell’uomo contemporaneo sono la considerazione, che é pur verissima, per cui le persone sono divenute tutte insopportabili, da un lato, e la necessità, ma anche opportunità, di continuare a relazionarsi con loro, i celebri «altri», dall’altro.

A ben guardare, il mondo di oggi appare come una gigantesca cospirazione per far diventare tutti cristiani, perché solo mettendo qualcosa di superiore e di intrinsecamente saggio si possono affrontare situazioni che paiono irrisolvibili con la logica solo del mondo.

In tutto questo, sui social, nei bistrot, nelle palestre, nei luoghi di lavoro e nelle scuole la gente continua ad elargire consigli profondamente demenziali ed estremamente disfunzionali come quello di «trattare gli altri come loro trattano te», un metodo che non può che condurre, ed in tempo assai breve, al fallimento relazionale più totale.

Come diceva Chesterton, se si può divorziare per «incompatibilità», allora c’è davvero da meravigliarsi che non divorzino tutti, dal momento che uomo e donna sono, come é evidente da sempre, incompatibili tra loro e il matrimonio è semplicemente un duello all’ultimo sangue che nessun uomo e donna d’onore possono, nonostante questo e anzi proprio per questo, permettersi di rifiutare.

Oggi la sfida é andare contro l’evidenza, perché il cuore, da solo, ha sempre più ragione di mille ragioni, e perdonare settanta volte sette, come ci insegna il nostro grande Maestro, e poi andare avanti, nonostante tutto, a voler bene in modo autentico anche a chi ci ha ferito, deluso, mancato di rispetto, giudicato, anche perché noi stessi, nessuno escluso, abbiamo bisogno, per primi, di essere perdonati.

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La biblioteca universale.

Nessuno vuole confrontarsi con opinioni diverse dalle proprie, tutti vogliono solo esaltarsi leggendo cose scritte da quelli che la pensano come loro.

In questo contesto, i social non servono a produrre nuove idee, ma solamente a creare bolle di persone che condividono lo stesso punto di vista, con lo scopo di illudersi che quel medesimo punto di vista sia così sostenuto da più uomini e donne di quelli che lo sostengono veramente.

Tim Berners Lee aveva creato un sistema, il web, per mettere in collegamento tra di loro le informazioni, lo switch che c’è poi stato su internet coi social é che, con essi, si é passati al mettere in collegamento le persone, anziché le informazioni.

Così internet ha completamente fallito la sua missione di diventare la più grande e utile biblioteca dell’umanità per finire ad essere per lo più un luogo dove nascono e crescono nuove cricche tra le persone che così non solo non ottengono nuove informazioni, evolvendo di conseguenza, ma vengono incoraggiate sempre di più a restare dentro ai propri limiti, senza alcuna motivazione ad evolvere.

É come se la biblioteca del mondo fosse stata rasa al suolo per farci un bar dove sia le bariste che le avventrici per vestirsi usano pochissima stoffa e dunque quel poco di attenzione residua di tutti viene costantemente tenuta virata sulla sessualità.

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17 cose su come gestire gli idioti.

1) Ti ricordi a scuola? Alle riunioni, di qualsiasi tipo? Al lavoro? Su, ad esempio, una ventina di persone, ce n’erano sempre due o tre lucide e che capivano le cose, mentre il resto faceva per lo più presenza, con varie gradazioni di deviazione, fino a quelli che non capivano assolutamente nulla, ma erano convinti di aver capito tutto. Sui social é grossomodo la stessa cosa, solo un po’ peggio.

2) Perché addirittura un po’ peggio? Per vari motivi, tra cui ad esempio il fatto che la comunicazione per iscritto, specialmente per chi ha già qualche limite cognitivo, é molto più difficoltosa di quella in diretta o in presenza; un altro motivo, poi, é quello per cui oggigiorno ognuno si sente non solo legittimato, ma a volte anche in dovere, di avere un’opinione su tutto e di manifestarla, anche a costo di digitarla con un linguaggio ridicolo, fosse anche la fissione nucleare. Potrei continuare, ma la realtà la conosci anche tu.

3) Dunque per chi crea contenuti e cerca che gli stessi siano più visibili possibile, e dunque abbiano più interazioni possibile, la realtà è che può capitare benissimo che molti commenti siano «problematici», da quelli fuori fuoco a quelli dei veri e propri odiatori, che innescano polemiche, anche verbalmente molto violente, in situazioni del tutto fuori luogo.

4) Quindi come si gestiscono gli idioti? La prima considerazione da fare é che, in tutte le relazioni della vita, specialmente quelle più problematiche, la regola aurea é sempre: ignorare tutte le cose sbagliate fatte dall’altro e rimarcare, facendo quanta più festa possibile, tutte quelle che, invece, sono azzeccate.

5) La prima linea di difesa contro gli idioti, o le idiozie che volta per volta partoriscono, é dunque quella di ignorarli; ignorarli significa sia non rispondere ai loro commenti sia restare emotivamente saldi e leggerli con un sorriso, senza venirne contagiati: la prima parte é facile, la seconda richiede un certo lavoro evolutivo su di te.

6) La buona notizia, però, é che gli idioti non sono sempre e comunque inutili, ma possono essere letteralmente sfruttati per dare ai tuoi contenuti molta più visibilità; più un contenuto é commentato, infatti, e più il social lo farà vedere ai suoi utenti: per questo motivo, in molti casi é utile rispondere agli idioti, perché anche la tua risposta al loro commento accrescerà ulteriormente la visibilità.

7) Quindi qual è il metodo da seguire, bisogna rispondere o no? Innanzitutto, deve rimanere fermo, in tutti i casi, il fatto di ignorarli emotivamente: se ti accorgi che, invece, i loro commenti ti hanno, anche se solo un poco, destabilizzato, meglio non rispondere niente, perché potrebbe nascere una discussione emotivamente pesante per te.

8) In tutti gli altri casi, in cui sei riuscito a rimanere impassibile o comunque sereno di fronte al commento disfunzionale, puoi valutare se rispondere o meno, sapendo che una risposta potrà essere utile per dare valore ai tuoi contenuti.

9) Per valutare se rispondere o no, considera il grado di
disfunzionalità del commento che hai ricevuto: se, ad esempio, é un commento di una persona che non ha evidentemente capito niente, ma é comunque espresso in modo garbato e beneducato, allora puoi
sicuramente rispondere.

10) Se, invece, é un commento maleducato, sgarbato, provocatorio, offensivo devi valutare: puoi anche rispondere, ma c’è il rischio che poi la situazione degeneri, non tanto a livello verbale quanto di conseguenze emotive per te – potresti perdere la tua impassibilità e non ne vale assolutamente la pena. Procedi dunque solo se sei abbastanza sicuro di quello che stai facendo e di come ti senti.

11) Ti ho parlato sinora del se e quando rispondere agli idioti, ora dobbiamo vedere anche però che cosa rispondere, cioè con quali contenuti. A riguardo, io seguo e consiglio la celebre indicazione «never complain, never explain».

12) Non lamentarti mai dei commenti che hai ricevuto, non fornire mai spiegazioni relative ai tuoi contenuti a uno che ha lasciato un commento in cui dimostra che non ne ha capito niente: sarebbe del tutto inutile, continuerebbe a non capirlo lo stesso e tu faresti solo la figura di quello che é così disperato da rincorrere l’utente «Candy Candy Forza Napoli» per avere visibilità.

13) Quando crei un contenuto, infatti, sei già abbastanza generoso verso gli altri: hai donato loro delle considerazioni e dei concetti che potranno esser loro utili; il lavoro di capirlo adeguatamente però spetta solo a loro: così come un libro ha due autori, anche un contenuto dipende sempre sia da chi lo scrive ma anche da chi lo legge.

14) Una cosa da evitare assolutamente e in ogni caso é giustificarsi di fronte a persone che ti offendono, specialmente attribuendoti una caratteristica specifica, come, prendiamo ad esempio, quella di razzista: in casi del genere, chi si mettesse a compilare una articolata risposta in cui elencasse tutti i motivi per cui non sarebbe, in ipotesi, razzista, farebbe innanzitutto una pessima figura, ma soprattutto starebbe letteralmente nutrendo l’idiota di turno.

15) La gente non sta bene, crede di capire le cose, di essere in grado di esporle correttamente, ma non è in grado di fare né l’una né l’altra cosa: tutta questa idiozia ti potrà essere molto utile se la saprai gestire, seguendo le indicazioni di questo post e le altre considerazioni che potrai fare partendo da esse.

16) Impara ad amare anche il tuo nemico, come insegnano da secoli le grandi tradizioni sapienziali dell’umanità: ricordati sempre che quello che non va degli idioti non sono loro, ma semmai la tua incapacità di gestirli, sia materialmente che emotivamente.

17) Se vuoi apprendere altre cose fondamentali per migliorare la tua vita personale e professionale, valuta un percorso di counseling con me: sei il benvenuto.

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